#1 04-01-2022 09:00:28

slash.85
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Da Contrada della Polenta e Cunel
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la moto e il telescopio

Anche se trascorsi già un paio di mesi da quando ho messo a riposo la motocicletta, per il rimessaggio invernale (qui da me fa freddo e ghiaccia e le fesserie di quando ero adolescente tendo a non farle più), torno col pensiero ad una piccola constatazione avuta in seguito all'ultimo giro del 2021. È per me tradizione, già da qualche anno, subito prima di dismettere la moto per l'inverno e al momento della riaccensione primaverile, percorrere una stretta valle tracciata nel fianco delle dolomiti del Brenta. Dista poco da dove abito. Non è molto scenografica, poiché strettamente incisa tra le due pareti che la fiancheggiano, ma silenziosa e quieta, percorsa al centro dal piccolissimo torrente dell'Algone. La apprezzo per il suo esser solitaria e solitaria. Al termine della strada percorribile da auto e moto si giunge alla Malga Brenta, dove solitamente mi ristoro con un cappuccino caldo o una birra fresca.

  Perché vi parlo di ciò? Negli anni andati affrontavo questo percorso con la GT e la strada stretta, leggermente in salita, dipanata sul fondo della valletta si prestava pienamente a farmi apprezzare il carattere corposo del motore, della sua erogazione, il suono netto e scandito del moto rimbombava sulle pareti di roccia e si stemperava tra le fronde dei faggi e degli abeti. Leggera, piccola, maneggevole, consentiva di scalare i minuscoli tornanti con brio e piacere. Lo scorso autunno, invece, ho venduto la GT per i motivi che ho descritto altrove e acquistato una più performante BMW. Ugualmente a fine stagione mi sono recato nella Val d'Algone, ma le sensazioni e le impressioni sono mutate del tutto: venuto meno il suono della Enfield, la sua guida pastosa e semplice, la strada stretta con minuscoli tornanti mi è divenuta faticosa, a tratti impegnativa (in un paio di punti) ed il motore della BMW, meraviglioso nei trasferimenti veloci e negli allunghi, mi rendeva però insofferente per la guida in un terreno non suo.
Giusto qualche giorno prima avevo invece percorso un tratto più lungo, più stradaiolo e veloce, e lì sì che avevo potuto apprezzare appieno la comodità di guida e le caratteristiche del mio nuovo motoveicolo.

  Insomma, quel giorno d'autunno rientrai dal mio tradizionale giretto pre-rimessaggio con una considerazione, che certe moto sono come i telescopi: ti consentono di raggiungere (e quindi vedere) facilmente luoghi lontani, ma sono del tutto inadatte a vedere le piccole cose molto vicine a noi. Sono scelte. Basta saperlo.

Ultima modifica di slash.85 (04-01-2022 09:01:51)


Fu Gabriele D'Annunzio a definire che l'automobile fosse femmina; la motocicletta, invece, fu subito chiaro a tutti esser donna.

Motocicletta: BMW F800 GT "Hilde" (2014); Yamaha Virago XV125 (1998).
Ex RE 535 Continental GT "Ada Liberty" (2015); Moto Guzzi V35 Imola (1981); Gilera 5V Arcore (1974)

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#2 04-01-2022 09:48:54

gil
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Da Milano
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Re: la moto e il telescopio

Hai descritto in modo originale e colorato i diversi caratteri di due motociclette.Ho avuto la sensazione di guidare in quella stretta vallata le due moto.


Le motociclette vengono valutate per cilindrata, potenza, coppia, tenuta di strada.... ma i valori importanti sono il carattere, le emozioni e il divertimento quando le guidi o anche solo quando le guardi.
Ex Bullet EFI B5 luglio 2013
Ex EFI B5 giugno 2017 Euro 3
Benelli Leoncino 800 2022

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#3 04-01-2022 10:04:43

Venerdì 13
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Re: la moto e il telescopio

Vero
Anzi verissimo
Non sono mai andato così piano in moto come ora che mi faccio massaggiare le terga dal Sgt Hartmann, persino andare e tornare dal lavoro provo una soddisfazione "motociclistica" che lo scooter, indubbiamente miglior mezzo per la città, non mi dava.
Vengo da un passato "frettoloso", fatto di 0a100 nel minor tempo possibile con 150cv sotto il sedere, ora mi godo i miei vibranti 20cv alla ruota mettendo la 5°a 65kmh e colleziono moscerini sui denti, la tuta di pelle l'ho regalata a mio nipote tanto non ci entro più.

Luca

Ultima modifica di Venerdì 13 (04-01-2022 10:05:24)


Per aggiustare una moto indiana ci vogliono i DPI giusti: le infradito.

... la macchina pulsante sembrava fosse cosa viva,sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno mordesse la statale con muscoli d'acciaio,con forza cieca di baleno, con forza cieca di baleno, con forza cieca di balenooooo...

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#4 04-01-2022 10:09:41

Gabor
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Re: la moto e il telescopio

slash.85 ha scritto:

...........certe moto sono come i telescopi..........

Poetico e bravo nella scrittura.


"Mettete Scott a capo di una spedizione scientifica, Amundsen per un raid rapido ed efficace. Ma quando siete nelle avversità e non intravedete via d’uscita, inginocchiatevi e pregate Dio che vi mandi Shackleton" R. Priestley

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#5 04-01-2022 13:31:44

bibe
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Re: la moto e il telescopio

Bella!
Chiudi gli occhi e ci sei, ti godi i tornanti leggeri e maledici gli stessi pesanti.


"Chi nu cianxe u nu tetta"
(Antico detto ligure)

Bullet Classic Euro4 TAN - "SPIRIT OF ENGLAND" -.... (La Merla)

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#6 05-01-2022 13:34:43

Feel the vibe
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Da Roma
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Re: la moto e il telescopio

Complimenti Slash mi hai fatto riflettere con questo tuo racconto. Bravo!


...ostentando sicumera come Loretta Goggi nella freccia nera o in maledetta primavera....
Mente auto noma

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#7 05-01-2022 14:20:16

slash.85
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Re: la moto e il telescopio

Ringrazio tutti per le belle parole smile Sono molto apprezzate: felice di esservi stato utile.


Fu Gabriele D'Annunzio a definire che l'automobile fosse femmina; la motocicletta, invece, fu subito chiaro a tutti esser donna.

Motocicletta: BMW F800 GT "Hilde" (2014); Yamaha Virago XV125 (1998).
Ex RE 535 Continental GT "Ada Liberty" (2015); Moto Guzzi V35 Imola (1981); Gilera 5V Arcore (1974)

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